Andrea Doria - Stati Uniti - profondità 60-80 mt​

andrea doria team

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Team Andrea Doria epedition

cartolina Andrea Doria

cartolina Andrea Doria

andrea doria

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Immersione relitto Andrea Doria

immersione andrea doria 2006

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immersione relitto Andrea Doria

andrea doria - 74

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prua dello stochkolm

prua dello stochkolm

adam - andrea doria

adam - andrea doria

andrea doria

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Nel luglio 2006, a 50° anni esatti dalla data dell'affondamento, abbiamo avuto l'onore e il privilegio di immergerci sul relitto dell'Andrea Doria, il famoso transatlantico italiano che nella notte del 25 Luglio 1956 durante la sua 51° traversata l'Andrea Doria entrò in collisione con la motonave svedese Stockholm.

 

L'affondamento

L’Andrea Doria, sotto il comando del Comandante superiore Piero Calamai, viaggiava alla volta di New York, proveniente da Genova. Contemporaneamente, una nave di nazionalità svedese, la MN Stockholm (che paradossalmente nel 1989, dopo un restyling, venne utilizzata dalla italiana Star Lauro Lines, come nave da crociera, con il nuovo nome Italia I), un transatlantico per il trasporto promiscuo di merci e passeggeri, si dirigeva verso Göteborg. La Stockholm era comandata dal Capitano Gunnar Nordenson, il terzo ufficiale Johan-Ernst Carstens-Johannsen era però in comando di guardia in plancia al momento dell'incidente.

 

Alle 23.10 entrambe le navi stavano per incrociare un corridoio molto trafficato, coperto da una fitta coltre di nebbia. L'inchiesta originale stabilì che l’Andrea Doria tentò di evitare la collisione virando a sinistra, invece che seguire la tradizione nautica di accostare a dritta (ossia a destra) poiché era troppo tardi per qualsiasi altra manovra: la Stockholm, infatti, ordinò la virata a dritta e l'indietro tutta quando era ormai troppo vicino alla nave italiana. Nascoste dalla nebbia, le navi si avvicinarono, guidate solo dalle reciproche visioni e informazioni radar, le quali non furono sufficienti a evitare la tragedia. Non ci fu alcun contatto radio e nonostante l'Andrea Doria continuasse a emettere i fischi obbligatori durante la nebbia, la Stockholm non lo fece; una volta giunte a potersi vedere ad occhio nudo, fu troppo tardi per praticare contromanovre atte a evitare l'impatto.

 

L'Andrea Doria e la Stockholm entrarono in collisione con un angolo di quasi 90 gradi: la prua rinforzata (in funzione del fatto che poteva operare anche come rompighiaccio) della Stockholm sfondò la fiancata dell'Andrea Doria e la squarciò per quasi tutta la sua lunghezza (dato che l’Andrea Doria continuava a correre lungo la propria rotta ortogonale alla prua della Stockholm) sfondando sotto il ponte di comando dell'Andrea Doria per un'altezza di tre ponti, ovvero per oltre 12 metri, uccidendo numerosi passeggeri che si erano già ritirati a dormire nelle proprie cabine. Inoltre, sfondando molte paratie stagne e perforando cinque depositi combustibile, causò l'imbarco di circa 500 tonnellate di acqua di mare, le quali non potendo essere bilanciate nei brevissimi tempi della collisione, produssero il pericoloso, immediato e anomalo sbandamento della nave a dritta per oltre 15 gradi.

 

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