Svelato il mistero di Mister-X

In questi giorni ricorre il centenario dell’affondamento del mercantile britannico Banffshire.

Si trova a sud di Roma, più precisamente a 5 miglia da Anzio e questo pezzo di storia vide le proprie sorti legate a quelle della Grande Guerra. La Banffshire vantava della ragguardevole stazza di oltre 5.500 tonnellate, distribuite in 128 metri di lunghezza e 16,5 metri di larghezza nel punto di maggior ampiezza.

Fù costruita nel 1894 della R&W Hawthorn Leslie & Co. Ltd di New Castle ed era dotata di stive frigorifere e di caldaia a vapore a tripla espansione che produceva una potenza di 380 hp in grado di spingere la nave ad una velocità di crociera di 12 nodi.

Venne utilizzata prevalentemente sulla tratta commerciale tra il nord Italia ed i porti dell’Africa mediterranea. In occasione della Grande Guerra, venne armato con un cannone da 88 mm a poppa.

Trovò la sua inesorabile sorte la sera del 31 marzo 1917 quando durante un trasferimento “in zavorra” verso Port Said fu affondato dal sottomarino tedesco UC 38.

Ma la Banfshire non fù l’unica vittima dell’UC 38.

Il comandante del sommergibile tedesco Alfred Klatt ed il suo equipaggio già da giorni solcava le acque del Tirreno seminando terrore lungo le coste italiane.

Ne fù preda un’altra nave, la Doravore, conosciuta fino a poco tempo fà come…

MisterX

C’era una volta un libro…magico e intrigante.Scriverlo deve esser stato veramente un gran lavoro! Il libro è conosciuto da gran parte dei pescatori del tirreno e fù scritto dopo la seconda guerra mondiale con l’obiettivo di individuare le zone pericolose per le barche da pesca che praticano la tecnica dello strascico.

Il famoso libro di Fusco “Il fondo del Mare” riportava un bastimento affondato proprio davanti alla spiaggia di Corneto. Corneto oggi non esiste più, si chiama Tarquinia, il nome è stato cambiato nel 1922 dopo la grande guerra.

“Pierpaolo….. hai mai sentito parlare di una nave affondata in quella zona? Proprio davanti al poggio di Tarquinia?” “Si si l’ho sentita questa storia, ci vanno spesso a pesca di fragolini e di cernie di fondale….lo chiamano il vapore Romeo”

“Vapore Romeo?”

“Si si Vapore Romeo…lo chiamano così e non so perchè…magari Romeo è il nome del capo-pesca che l’ha trovato per primo perdendoci le reti!”

Il tratto di mare tra Montalto e Tarquinia è conosciuto dai subacquei come un tratto di mare insidioso, con acque spesso torbide e forti correnti. Non a caso per anni abbiamo evitato di andarci, ma questa volta è diverso, scatta una molla, l’istinto dice di andare a vedere cosa si nasconde in quel punto.

Approfittiamo di una splendida giornata di mare calmo e decidiamo di andare a fare un giro di perlustrazione con Marco Donato e Massimiliano (il Presi). Passiamo sul punto e l’ecoscandaglio delinea immediatamente una sagoma scura che dal fondo alza quasi 30mt, siamo eccitatissimi…facciamo ampi giri per capire meglio le dimensioni e l’orientamento del relitto dopodiché lanciamo il pedagno.

Ci tuffiamo, rapido check e giù, il silenzio del mare rotto solamente dal rumore sordo di un peschereccio che sta navigando qualche centinaia di metri più a nord.

Discesa stupenda, densa di emozioni: tutte le gradazioni di blu racchiuse in 5 minuti, dall’azzurro del cielo al blu cobalto e più i metri scorrono più tutto diventa intenso e scuro.

Ad un certo punto si materializzano davanti a noi nuvole di anthias, ci siamo, siamo vicini! La discesa prosegue fino a quando ci troviamo davanti uno spettacolo surreale.

La nave è avvolta da un manto di nebbia, ed emerge imponente la prua che si staglia verso la superficie inclinata di 45°, l’inclinazione è tale che all’altezza del bompresso mancano 20 metri per arrivare sul fondo! Sembra la sagoma di un veliero fantasma. Il bompresso è ancora integro e le ancore sono ancora al loro posto. Un guizzo improvviso rivela la presenza di due pesci luna che, disturbati dai lampi dei flash decidono di spostarsi di qualche metro.

Torniamo ad ammirare la nave concentrando l’attenzione sull’attaccatura del bompresso in modo da scorgere particolari utili per il riconoscimento della nave….. A prua la zona degli argani è coperta da cavi e reti perse da pescatori. Magari sono gli attrezzi da pesca persi proprio dal famoso Romeo. Ci dirigiamo verso la coperta della nave, il ponte probabilmente era in ferro e legno, si distinguono bene i bagli e i locali sotto la prua.

Riconosciamo i locali dove venivano riposti lanterne e fanali di via, ci affacciamo e li troviamo infatti ancora intatti al loro posto.

Ci fermiamo per qualche scatto dopodiché decidiamo di esplorare il resto della nave ma nello scendere, avvicinandoci verso il fondale la visibilità cala drasticamente e optiamo per risalire, oramai il tempo pianificato è scaduto ed è ora di risalire..…. caro MisterX ci vediamo alla prossima puntata.

Scheda Doravore:

Anno di costruzione: 1887

Bandiera: Norvegese

Tipologia nave: mercantile

Cantiere: Short Bros., Sunderland

Stazza: 2,760 tons

Data di affondamento: 20 Febbraio 1917

Posizione: 5mg ovest Tarquinia

Rotta: Genova\Napoli

Carico: zinco \ misto

Profondità: 100\128mt

Per approfondimenti relativi al relitto della nave Banffshire consultare il seguente articolo

di Claudio Butteroni: http://www.serialdiver.com/blog/il-banffshire-un-relitto-storico/

foto sub: Simone Nicolini

foto storiche: archivio de Benedictis

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